{"id":704,"date":"2015-10-04T20:00:00","date_gmt":"2015-10-04T18:00:00","guid":{"rendered":"https:\/\/blog.europrivacy.org\/?p=704"},"modified":"2015-10-26T15:59:56","modified_gmt":"2015-10-26T14:59:56","slug":"privacy-cross-border-banking-2","status":"publish","type":"post","link":"https:\/\/blog.europrivacy.info\/it\/2015\/10\/04\/privacy-cross-border-banking-2\/","title":{"rendered":"Privacy and Cross Border in Banking #2"},"content":{"rendered":"<p>Vorrei tornare sul tema del Cross Border, della Data Governance e delle normative sulla Privacy.<\/p>\n<p>Nel mio ultimo post segnalavo come le tematiche delle attivit\u00e0 Cross Border in ambito finance e della Privacy a livello europeo avessero almeno un punto di contatto nella conclamata necessit\u00e0 di avere un modello di governo dei dati strutturato, definito, misurabile e controllabile.<\/p>\n<p>Ma ci si limita a questo? E la necessit\u00e0 \u00e8 solo regolamentare o normativa?<\/p>\n<p>Riprendiamo qualche definizione.<\/p>\n<p>In ambito bancario l\u2019attivit\u00e0 cross \u2013 border consiste in operazioni aventi dimensioni internazionali nel senso di operazioni finanziarie in senso lato che attengono all&#8217;esportazione di una prestazione di servizi, alla vendita di un prodotto all&#8217;estero o all&#8217;investimento su un mercato estero soggetto a regolamentazione.<\/p>\n<p>Questo significa che in, in contesti non omogeneamente regolamentati, vi sar\u00e0 sempre una parte interessata a:<\/p>\n<ul>\n<li>La libera circolazione dei capitali e dei servizi<\/li>\n<li>L&#8217;assenza di autorizzazioni<\/li>\n<li>Il rispetto delle norme sul bilancio: distinzione di attivi e passivi interni e esteri\/Proporzione tra attivi esteri ed insieme degli attivi<\/li>\n<li>Il rispetto della politica monetaria nazionale<\/li>\n<li>La considerazione dei rischi<\/li>\n<li>L&#8217;incidenza delle normative estere<\/li>\n<\/ul>\n<p>E una parte interessata a mantenere la propria capacit\u00e0 di controllo almeno sulle dimensioni di base, consideriamo solo le tematica della gestione del rischio, dell\u2019antiriciclaggio e del controllo fiscale.<\/p>\n<p>Come si vede, l\u2019equilibrio che si presenta di difficile gestione \u00e8 quello tra una spinta commerciale e finanziaria e un meccanismo di difesa a fini di verifica e di controllo.<\/p>\n<p>La disponibilit\u00e0 di dati attendibili \u00e8 fondamentale.<\/p>\n<p>Ma la normativa sulla Privacy entra su questa disponibilit\u00e0 nel merito e nel metodo, alterando il quadro.<\/p>\n<p>Le esigenze di controllo imporrebbero una trasparenza di informazioni che le norme sulla Privacy non sempre consentono.<\/p>\n<p>Allora:<\/p>\n<ul>\n<li>Le esigenze di business preoccupano gli enti di controllo per la scarsa trasparenza;<\/li>\n<li>Le esigenze di rispetto della Privacy impongono un controllo sulla divulgazione delle informazioni;<\/li>\n<li>Gli organismi di controllo fanno prevalere la dinamica della gestione del rischio.<\/li>\n<\/ul>\n<p>In sintesi, appare evidente come la Data Governance non sia solo un overlap ma il vero abilitatore e risolutore della diatriba. Un modello strutturato di governo dati che tenga presente tutte le spinte pu\u00f2 abilitare tutte le esigenze all\u2019opportuno livello di segregazione, sicurezza e disponibilit\u00e0. Non a caso molte norme recenti anche di diversa estrazione fanno riferimento a specifiche come la ISAE 3000 o a best practices simili.<\/p>\n<p>La capacit\u00e0 di controllare e gestire dati e informazioni in contesti complessi e su volumi sempre pi\u00f9 consistenti \u00e8 la vera scommessa. Ma questa \u00e8 un\u2019altra storia \u2026<\/p>","protected":false},"excerpt":{"rendered":"<p>Vorrei tornare sul tema del Cross Border, della Data Governance e delle normative sulla Privacy. 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